C'è sempre il cielo, tutto quanto

Troppo spesso abbiamo preso atto di un accostamento ai tragici eventi del secolo scorso che hanno determinato l’Olocausto di milioni di persone con un atteggiamento di dolore non perdonato, di scandalo, di incomprensibilità, perfino di rancore. Senza la pretesa di ritenersi in grado di giudicare, abbiamo spesso avvertito la ristrettezza o, meglio, l’infecondità di tale atteggiamento. Di fronte a quella tragedia la domanda ripetuta è “Dov’era Dio?”. Domanda alla quale noi aggiungiamo “Dov’era l’uomo?”. Una domanda sofferta, quasi un’imprecazione. Eppure, nel buio di quegli accadimenti, in quella che appariva come una notte senza domani, si sono accese le luci preziose di numerosi testimoni, al di qua e al di là del reticolato: Massimiliano Kolbe, Edith Stein, Tito Brandsma, e poi Giorgio Perlasca, Raoul Wallenberg, i giovani della Rosa Bianca. Infine abbiamo scoperto Etty Hillesum e i suoi Diari. È stato allora che si è spalancata la possibilità di uno sguardo diverso sul “male assoluto”: la possibilità di un “bene” altrettanto assoluto. Da qui il nostro progetto.

C’è sempre il cielo, tutto quanto dà voce ad alcune pagine di testimoni preziosi, Elie Wiesel, con La Notte, e soprattutto Etty Hillesum, la quale con i suoi Diari rivela che, anche quando tutto sembra farsi oscuro, la speranza resiste e fiorisce come un’insopprimibile grido (o un sussurro) nel cuore di ciascuno di noi.

La lettura dei testi è accompagnata dall’interpretazione di canti originali della cultura ebraica.

C’è sempre il cielo, tutto quanto
Riflessione teatrale sul dramma della Shoà
Drammaturgia e regia - Valeria Lotta e Roberto Guarneri

Destinatari - dai 12 anni (scuola secondaria di primo e secondo grado) e adulti.

Durata - 60 minuti.

Sono possibili due allestimenti:
Allestimento reading musicale - 4 interpreti: 2 attori, pianoforte e voce cantante
Allestimento spettacolo completo - 6 interpreti: 4 attori, pianoforte e voce cantante

Necessità tecniche spazio scenico metri 4x4, ambiente oscurabile, impianto di amplificazione necessario solo per spazi ampi, possibilità di proiezione su fondo scena, elettricità 220v (3 kw).

Lo spettacolo può essere preceduto o seguito da un laboratorio di approfondimento sul tema, a partire dai testi proposti. Il contenuto dei laboratori potrà essere:
• La Shoà: contesto storico e culturale, confronto con le testimonianze di altre importanti figure, dialogo e approfondimento (Roberto Guarneri).
• I Diari di Etty Hillesum: biografia dell’autrice e riflessione sul testo (Valeria Lotta),
• I cant: descrizione delle caratteristiche compositive e interpretative dei brani, all’interno del quadro della cultura ebraica (Edmondo Savio). 

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