Come vorrei essere un albero, che sa dove nasce e dove morirà

L’azione scenica è divisa in due parti: nella prima, attraverso letture di pagine letterarie, saggi e articoli di giornale, viene descritto l’esodo della popolazione giuliano-dalmata dalle terre italiane che sarebbero passate sotto il controllo della Jugoslavia; nella seconda, con le stesse modalità, viene narrata la tragedia delle foibe.
Il desiderio è, oltre che informare, suscitare una reale compassione per chi, senza colpa, è stato vittima della violenza. Da una parte la violenza dei patti tra i “potenti” che, con un tratto di matita, disegnano confini che recidono legami e affetti profondi, che costringono ad abbandonare muri e paesaggi familiari, che trasformano bambini e adulti in confusi e fragili esuli in terra straniera. Dall’altra la violenza di chi, per ideologia, ritiene alcuni fra i propri simili indegni di vivere, indegni persino di essere ricordati e perciò cancellati, precipitati nei buchi della terra.

Una narrazione amara e sofferta, che non impedisce però di guardare con malinconica tenerezza alle storie di quei nostri compatrioti, arrivati, esuli, accanto alle nostre case. Una malinconica tenerezza che vorremmo si riflettesse anche sui nuovi tragici esili dei nostri giorni.

Lo spettacolo, ricorrendo a semplici ed evocative soluzioni drammaturgiche, è adatto ragazzi dai 14 anni in su e adulti. Può essere utilmente collocato in occasione della Giornata del Ricordo.

Drammaturgia ROBERTO GUARNERI

Regia VALERIA LOTTA ed EMANUELA SABATELLI

Canzoni di Sergio Endrigo, Simone Cristicchi e Pietro Soffici.

Due canzoni originali di Roberto Guarneri.

Durata un’ora circa.

 Esigenze tecniche minime

  • Spazio scenico 6x6 mt
  • Attacco elettrico 220V 6KW
  • Tempo di montaggio: Due ore
  • Tempo di smontaggio: Un’ora

È disponibile un video dimostrativo dello spettacolo:

https://www.youtube.com/watch?v=9CzloC_R8KM

 

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